Uno degli aspetti più criticabili dell’attuale amministrazione è stata l’ esplicita e consapevole rinuncia a giocare il proprio ruolo a livello di città Metropolitana, la città è evidentemente un aggregato molto più complesso di ciò che è delimitato dai confini amministrativi, lo è al suo interno nelle relazioni tra le sue parti, lo è all’esterno nei rapporti che intrattiene con i comuni limitrofi e con riferimento a geografie più vaste verso Milano, il Mediterraneo, i valichi, la Via della Seta.

La fortunata collocazione geografica ricca di fiumi e torrenti, la vicinanza delle montagne e delle colline costituisce una enorme risorsa in gran parte inesplorata che l’organizzazione dei servizi e dei tempi rendono poco sfruttabile. 

Il tema della specializzazione funzionale e del raccordo con le grandi direttrici di flusso di merci, persone, conoscenze globali deve essere una priorità. Anche la vicinanza di una metropoli di rango più alto come Milano, raggiungibile in poco più di mezz’ora,ra rappresenta una opportunità su cui investire e può essere positivamente esplorato per coglierne ogni opportunità in chiave cooperativa almeno nei settori della cultura, dei servizi, delle università, del turismo. (Scheda F)

Quando parliamo di città, al di là della forma urbana, intendiamo un sistema riconoscibile di attività economiche, funzionali, di filiera, così come quelle sociali e relazionali. Le centralità in termini di servizi, luoghi di produzione, rappresentatività, perimetrano un’area urbana sicuramente più ampia dei confini amministrativi e probabilmente più concentrata dell’ex Provincia; quando parliamo genericamente di Torino ci riferiamo all’insieme della quarantina di comuni che compongono la sua conurbazione. È scontato che qualunque politica economica, ambientale, di marketing turistico o territoriale, di gestione dei servizi, culturale, non possa prescindere dalla dimensione metropolitana.

Se le competenze amministrative devono potersi estendere ad una scala più ampia, questo è ancora più vero se consideriamo come la dimensione culturale ed economica di Torino e del Piemonte ha in passato saputo guardare al mondo con coraggio e ambizione. Prodotti, brevetti, idee, opere d’arte nate a Torino si sono sviluppate ed hanno avuto successo nei mercati globali.

Da diversi anni ormai la indubbia vitalità ancora esistente in campo artistico e innovativo in genere non trova il sostegno sufficiente in termini di investimento e di reti di supporto affinché possa affermarsi come merita.

Con uno sguardo più lungo, sia in termini geografici che temporali, è indispensabile tenere presente che dobbiamo fare ogni sforzo per avere un ruolo non marginale nel disegno dei corridoi commerciali della Via della Seta.

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