LABORATORIO CIVICO TORINO

documento di indirizzo

Premessa

Il documento che segue riassume i principali indirizzi che sono emersi nei diversi incontri ed assemblee di Laboratorio Civico Torino a partire dalla prima riunione del 5 Marzo 2019. L’obiettivo del Laboratorio è quello di riunire i principali circoli, singoli cittadini, le associazioni in cui si discute del futuro della città o che a vari livelli si attivano per la cura della cosa pubblica in modo da amplificare e non disperdere lo sforzo di tanti.

Lo spirito del laboratorio è quanto più possibile aperto e partecipativo. Ci siamo costituiti in associazione, abbiamo adottato uno statuto e una carta dei valori nell’ambito della quale costruire un programma che si compone essenzialmente di tre parti: Alcune linee strategiche di cui presentiamo qui un primo abbozzo, Una raccolta di proposte e segnalazione di problemi puntuali che sistematizzate in una grande mappa rappresenteranno il piano di azione che proponiamo alla amministrazione e infine una riflessione sul metodo di lavoro della politica.

Le strategie sono importanti non tanto per la loro originalità quanto, al contrario, per essere largamente condivisibili, non pensiamo che nel merito di ciascun obiettivo si possa trovare la chiave per il rilancio della città quanto che nell’insieme della proposta, nella capacità di aggregare consenso e di far convergere l’azione di diversi soggetti, si possa avviare un diverso modo di collaborare tra cittadini e istituzioni.

Il vero tratto distintivo che laboratorio civico si vuole dare nei prossimi mesi sarà quello di lavorare sul metodo della politica. L’amministrazione cittadina oltre alle funzioni di regolatore e di abilitatore, attraverso le proprie delibere e con l’attività diretta di investimento, svolge un importante ruolo di traino e leadership dell’intera comunità. La rivoluzione tecnologica e le attese di una società più fluida, dinamica, competitiva impongono il superamento della organizzazione gerarchica e chiusa che ha caratterizzato nei secoli lo “stile” di governo della nostra comunità. E’ necessario un vero salto di qualità che, come scrive la nostra carta dei valori, sappia fare delle differenze la vera risorsa del territorio, sappia fare di Torino una destinazione attrattiva per giovani e talenti, il luogo ideale in cui realizzare i propri progetti e vivere in sintonia.

 

LINEE strategiche

Progetto

Gli ultimi vent’anni della vita politica ed amministrativa della città sono stati caratterizzati da una forte continuità con la strategia elaborata all’inizio degli anni 90, descritta nel primo e nel secondo piano strategico della Città di Torino. Lo sforzo compiuto attraverso la rivoluzione infrastrutturale ha ridisegnato la città, con progetti come la realizzazione della spina centrale e l’interramento dei binari della ferrovia, la linea uno della metropolitana, le opere olimpiche e il recupero dell’immagine barocca della città.

Nel frattempo, lo scenario è profondamente cambiato. E’ cambiato il contesto tecnologico, competitivo, è cambiata la struttura sociale della città. Fenomeni che già si intravedevano, come le migrazioni, la globalizzazione, la crisi climatica, il declino demografico, si sono consolidati mostrando la dimensione dei rischi e delle opportunità che il nuovo scenario presenta. Paure, aspettative, bisogni, aspirazioni dei cittadini richiedono risposte nuove ed una leadership capace di governare i processi e di ridare fiducia ad una città che sembra aver perso la bussola.

La complessità e l’ampiezza dei problemi cui siamo di fronte può essere affrontata solo attraverso una partecipazione allargata e la condivisione di strategie articolate. Il prossimo mandato amministrativo sarà ancora segnato dal peso del debito, ma a partire da quello successivo si riapriranno opportunità e scenari più promettenti per cui è necessario non perdere tempo e cominciare a pensare il futuro con ottimismo e progettualità

 

Da dove partire

L’osservazione della realtà cittadina rende evidente i seguenti problemi:

  • Rapido invecchiamento della popolazione specie quella di origine italiana
  • Basso livello di scolarizzazione
  • Alto livello di inquinamento atmosferico
  • Scollamento tra i confini amministrativi municipali e la scala dei problemi
  • Sentimento di esclusione da parte dei molti cittadini
  • Povertà crescente e diffuso senso di insicurezza

Ciascuno di questi argomenti può e deve essere oggetto di politiche specifiche. Ma se vogliamo che l’azione politica sia davvero efficace bisogna elaborare delle risposte che sappiano collegare tutte le azioni sul territorio, ripensando completamente la macchina comunale ed il rapporto pubblico privato.

Le linee guida attorno cui ruota un progetto di rilancio economico della città devono essere semplici, ma capaci di aggregare le risorse più competitive del territorio:

  • Filiere industriali, in primis l’automotive in chiave 4.0 e green
  • Università e ricerca scientifica
  • Turismo e servizi di internazionalizzazione

Un progetto di crescita attentamente dimensionato soprattutto sulle competenze già insediate sul quale dobbiamo ripensare l’immagine della città sia per renderla più attrattiva sia per creare un nuovo patto di cittadinanza tra persone che convivono in questo angolo di mondo ma sono portatori di diversità molto radicate.

La carta dei valori della nostra associazione affronta diffusamente il tema della diversità come qualità da valorizzare della nostra città, elemento di ricchezza ed elemento di novità che mette in discussione i tradizionali modelli organizzativi sabaudi. Oltre alla struttura produttiva il corpo sociale della città sta cambiando: con 120.000 Studenti il 15% di Stranieri, il 25,8% di anziani oltre i 65 anni ed una età media della popolazione di 46,7 anni, se vogliamo essere una citta attrattiva dobbiamo saperci aprire a modelli culturali e comportamentali per noi nuovi.

L’immagine della città, la sua narrazione, il suo brand dovrà tenere conto di queste aspirazioni, essere pensata come una sorta di grande invito a conoscere Torino il suo territorio ed apprezzarne le qualità di ingegno ed operosità dei suoi cittadini. La diversità diventa in questo caso un tratto distintivo della torinesità evidenziando che apertura non significa omologazione.

Sostenere ed orientare la crescita economica è fondamentale ma non sufficiente a rispondere alle criticità evidenziate, le direttrici che devono caratterizzare l’azione della prossima amministrazione sono almeno altre quattro:

  • Pensare in chiave metropolitana e ridisegnare le geografie della città
  • Ricucire lo strappo sociale, specie del quadrante nord della citta
  • Attuare un serio programma di sostenibilità ambientale e riqualificazione territoriale
  • Arrestare l’emorragia di giovani e talenti e attrarne di nuovi

 Le geografie della città

L’attuale amministrazione ha rinunciato a giocare il proprio ruolo al livello di città Metropolitana. Tuttavia la città è un aggregato molto più complesso di ciò che è delimitato dai suoi confini amministrativi. Lo è al suo interno nelle relazioni tra le sue parti, lo è all’esterno nei rapporti che intrattiene con i comuni limitrofi e con riferimento a geografie più vaste verso Milano, il Mediterraneo, i valichi, la via della seta.

Quando parliamo di città, intendiamo un sistema riconoscibile di attività economiche, funzionali, di filiera, così come sociali e relazionali dove servizi, luoghi di produzione, rappresentatività, che si realizzano su una area urbana sicuramente più ampia dei confini amministrativi e probabilmente più concentrata dell’ex Provincia. Quando parliamo genericamente di Torino, ci riferiamo all’insieme della quarantina di comuni che compongono la sua conurbazione. E’ scontato che qualunque politica economica, ambientale, di marketing turistico o territoriale, di gestione dei servizi, culturale, non possa prescindere da questa dimensione metropolitana.

Se le competenze amministrative devono potersi estendere ad una scala più ampia, a maggior ragione deve farlo la dimensione culturale ed economica di Torino e del Piemonte, che in passato ha saputo guardare al mondo con coraggio e ambizione. Prodotti, brevetti, idee, opere d’arte nate a Torino si sono sviluppate ed hanno avuto successo nei mercati globali. Da diversi anni ormai la indubbia vitalità ancora esistente in campo artistico e innovativo in genere non trova il sostegno sufficiente in termini di investimento e di reti di supporto affinché possa affermarsi come merita.

Il tema della specializzazione funzionale e del raccordo con le grandi direttrici di flusso di merci, persone, conoscenze globali deve essere una priorità; lo stesso rapporto con Milano deve essere positivamente esplorato per coglierne ogni opportunità in chiave cooperativa almeno nei settori della cultura, dei servizi, delle università, del turismo. Con uno sguardo più lungo, sia in termini geografici che temporali, dobbiamo fare ogni sforzo per avere un ruolo non marginale nel disegno dei corridoi commerciale della Via della Seta.

Trasversalità delle azioni

Così come per l’impegno a gestire al livello metropolitano il governo della città, anche per le altre direttrici del nostro programma dobbiamo immaginare che, oltre ad alcune azioni specifiche, ogni decisione, investimento, regolamento siano verificati attraverso la lente del raggiungimento dei 5 obiettivi strategici.
Uno dei problemi del governo della macchina pubblica è la dispersione dei livelli di azione ed il sovrapporsi degli obiettivi per cui è normale che nell’attuazione di politiche mirate non si tenga conto di problemi che non afferiscono alla stessa competenza amministrativa con un evidente perdita di efficacia. E’ necessario che gli obiettivi di fondo dell’azione normativa, abilitativa e di investimento diretto del comune siano condivisi e presenti ad ogni passo dei processi amministrativi e se possibile misurabili nella loro efficacia. Una possibile risposta consiste nell’incentivare maggiore partecipazione dei cittadini e nell’adozione di strumenti di monitoraggio delle azioni trasparenti e disegnati attorno ai bisogni.

Governo e Sicurezza

La progressiva sfiducia nella politica, che ha determinato l’allontanamento dei cittadini dalle istituzioni, è aggravato dal diffuso senso di insicurezza verso il futuro, si tratta di un fenomeno estremamente complesso che riguarda soprattutto le società più ricche ed avanzate. A Torino come in altre grandi metropoli la paura si alimenta della percezione di assenza di presidio del territorio che si manifesta nella assenza delle manutenzioni, nell’illegalità diffusa, nel disinteresse delle istituzioni, in un sistema di regole e controlli che sembrano pensati per deprimere l’iniziativa del cittadino anziché sostenerlo nel suo sforzo di creare benessere.

La povertà crescente è aggravata dalla perdita di valore degli immobili che ha eroso il patrimonio di molte famiglie che avevano investito i risparmi di una vita in beni immobili, la stabilità e le conquiste sociali costruite con fatica sono vanificate dalla perdita patrimoniale e dalla non liquidità dell’investimento.

Presidiare e governare il territorio, contrastare la criminalità, investire in infrastrutture e servizi, difendere quello che resta del commercio al dettaglio, produrre qualità ambientale, fare manutenzione, stimolare le reti sociali e la cittadinanza attiva, sono i passi fondamentali che l’amministrazione deve fare per stipulare un nuovo patto con i cittadini ridando sicurezza e facendo ogni sforzo per fermare il declino

 

I Tavoli

 

Il programma di lavoro del Laboratorio è strutturato attorno a sei tavoli pensati attorno a macrotemi che raggruppano le competenze della Città. Cultura

  1. Politiche della casa, welfare e sicurezza
  2. Bilancio e risorse
  3. Città Che Impara
  4. Filiere Reti e relazioni
  5. Urbanistica, Logistica e trasporti

 

Il lavoro dei tavoli è finalizzato a raccordare valori e strategie con le azioni suggerite dai cittadini anche avvalendosi di esperti che solleciteranno il dibattito portando la propria esperienza e competenza.

 

Cultura, formazione, intrattenimento, sport, giovani, sindaco della notte.

L’investimento in conoscenza e cultura diffusi oltre che un contributo diretto alla competitività economica nel suo insieme produce un miglioramento delle reti sociali e della coesione e dell’integrazione. Una misura della qualità delle politiche pubbliche che non si limiti alla ricchezza prodotta in termini monetari deve tenere conto del benessere in senso lato e quindi della qualità del capitale sociale.

L’attenzione alle opportunità di socializzazione di crescita culturale, di intrattenimento, di svolgere attività sportive devono essere declinate in diverse direzioni con l’obiettivo di orientare il campo delle politiche non esclusivamente a supporto dell’efficienza economica del sistema.  Il sindaco della notte può essere una iniziativa nella direzione di porre attenzione a tempi e ambiti della vita urbana fino ad oggi meno considerati.

 

Politiche della casa e welfare

La municipalità e le circoscrizioni in quanto soggetti più vicini al cittadino dovrebbero, anche dove non ne abbiano competenza diretta, promuovere dei tavoli di coordinamento tra tutti gli enti che erogano servizi in modo da coordinare gli sforzi di tutti e massimizzare il risultato.

Il cittadino bisognoso deve essere al centro dell’intervento pubblico accanto al quale si possono muovere anche le altre reti assistenziali del terzo settore e le reti locali di supporto. oltre a generare efficienza un sistema coordinato di aiuti e il rafforzamento delle reti sul territorio costituiscono uno strumento di controllo della spesa.

Dare autorità e personalità giuridica alle circoscrizioni trasferendo patrimonio inutilizzato, personale, risorse e ogni altro strumento utile a svolgere il delicato compito di mediazione tra l’istituzione e le comunità tra il patrimonio pubblico e il bene comune.

Dal punto di vista spaziale, ciò che tipicamente definisce le periferie è la distanza dal centro. Oggi Torino, come molte altre città  che per questioni di scala non possono vantare una vera centralità diffusa, vive comunque un indebolimento del centro in particolare in quanto centralità identitaria, lasciando spazio alla compresenza di comunità che si riconoscono in valori debolmente connessi con la gerarchia tradizionale dei luoghi. Il riconoscimento di questa realtà più frammentata richiede di abbandonare consolidati schemi mentali e privilegiare una lettura oggettiva e senza pregiudizi della realtà urbana. La dimensione metropolitana traguarda i confini amministrativi della città così come, ad una scala più ridotta, si perde la continuità territoriale delle zone omogenee. La progettazione urbana deve essere sempre più espressione del contesto e anche capace di costruire micro-centralità ridando senso agli spazi in funzione delle comunità che li abitano. Alla scala locale il progetto, la gestione, la manutenzione degli spazi residenziali ha una ricaduta diretta ed immediata sulle relazioni ed i comportamenti di che li vive

Le politiche della casa, e la gestione del patrimonio abitativo pubblico rappresentano una opportunità di azione sociale molto potente e ad oggi poco considerata all’interno delle specifiche politiche di welfare.

 

Bilancio, risorse e competenze, patrimonio, municipalizzate, costituzione di un fondo per sostenere i grandi progetti, Crowdfunding civico.

Il Superamento della crisi debitoria della città può avvenire solo in una prospettiva di lungo periodo che sappia guadagnare la fiducia dei mercati e degli investitori. Fiducia vuole dire accesso a investimenti e minori interessi. La fiducia si ottiene con il consenso diffuso sui progetti e sulle strategie e costruendo solide sinergie tra pubblico e privato.

Le città in generale stanno vivendo una situazione paradossale in cui subiscono la concorrenza della finanza, il risparmio non cerca più l’investimento sicuro del mattone, che rappresenta comunque un bene utilizzabile a prescindere dal corrispondente valore economico, a favore di investimenti più liquidi anche a parità di rendimento. Le politiche fiscali e la crisi dei mutui hanno giocato un ruolo fondamentale in questo cambio di mentalità ed ora gran parte delle città che non riescono a garantire rendimenti competitivi vivono una fase di declino e depauperamento.

Torino, come l’Italia, a fronte di un debito pubblico molto elevato vanta ancora una significativa ricchezza privata, in questo contesto sarebbe interessante promuovere strumenti di raccolta come fondi civici o Crowdfunding di iniziativa mista pubblico privata per finanziare progetti infrastrutturali o iniziative imprenditoriali innovative.

 

Città Che impara

Si impone la necessità di cambiare il modello organizzativo improntandolo alla prestazione, all’output più che alle rigide regole di funzionamento e dei flussi di lavoro dettati dalle esigenze della macchina organizzativa stessa. Controlli, regole, norme, procedure, prassi andranno riviste in funzione degli obiettivi politici e strategici che la città saprà proporsi.

Pensiamo che il compito di aiutare l’amministrazione a darsi degli obiettivi, a renderli misurabili, a valutare l’efficacia delle azioni, in un processo iterativo continuo che permetta di capitalizzare l’esperienza e di imparare dagli esempi propri e altrui, possa essere svolto da un assessorato o meglio ancora da una agenzia che possa interagire trasversalmente a tutti i livelli dell’amministrazione.

I tre livelli a cui lavorerà l’agenzia potrebbero provvisoriamente essere definiti come:

  • Imparare dalle altre città
  • Diffondere la conoscenza nell’amministrazione
  • Misurare i risultati e le prestazioni delle azioni politiche e amministrative

 

Competitività, internazionalizzazione, filiere industriali, reti, innovazione, Università, turismo.

Una città efficiente e capace di sviluppare nuove occasioni di crescita economica deve saper essere agile e rapida nel rispondere alle necessità delle imprese e dei cittadini e saper costruire e condividere canali relazionali solidi e fiduciari che creano centralità e facilitano lo scambio di informazioni e conoscenze. Quali sono le azioni che possono rafforzare il nostro patrimonio relazionale? Come fare a condividere e mettere a sistema le relazioni dei diversi soggetti pubblici e privati?

 

Forma e Movimento

Questa area di discussione riguarda l’organizzazione e le strategie in campo urbanistico dei  trasporti della logistica e dei grandi progetti di trasformazione urbana.
Grande attenzione e priorità sarà rivolta alla qualità urbano sia per quanto riguarda la riduzione dell’inquinamento che grandi progetti di miglioramento dell’ambiente di vita con una scala territoriale ampia quali, ad esempio, il recupero delle sponde fluviali, la corona verde, il sistema dei percorsi ciclabili, progetti di mobilità sostenibile, interventi di riqualificazione degli edifici.
Una ipotesi da approfondire potrebbe riguardare un piano di valutazione dell’impatto energetico delle politiche urbane, mirato al migliorare il rapporto tra energia prodotta e consumata a livello locale.
Dal punto di vista delle politiche urbanistiche il tema prioritario riguarda la gestione del piano regolatore. Negli spazi concessi dalla legge regionale, a fronte di una maggior chiarezza degli obiettivi programmatici, è necessario superare il metodo di pianificazione basato su zoning e standards per identificare modelli meno vincolistici e più flessibili.

L’utilizzo di nuove tecnologie per mappare gli usi della città e la mobilità di merci e persone potrebbero essere integrati all’interno dei processi decisionali e di programmazione.
E’ necessario colmare il ritardo accumulato sia in sede di pianificazione urbanistica sia di strategie delle municipalizzate per programmare e sfruttare le opportunità offerte dallo sviluppo della mobilità elettrica e dalla guida autonoma in termini di efficienza, qualità della vita urbana, accesso ad una migliore mobilità. Dal punto di vista delle trasformazioni urbane più prossime vorremmo raccogliere suggestioni sullo sviluppo delle aree delle Ferrovie che rappresentano la più importante sfida immobiliare del prossimo lustro.

 

Conclusione

Come premesso la forma di questo documento è, e resterà, aperta. L’utilità dei piani, compreso il più importante il PRGC, deve essere vista nella forza anticipatrice delle immagini più che nel loro valore normativo che deve essere immaginato come continuamente flessibile ed adattabile al rapido mutare delle esigenze e delle opportunità. La predisposizione di una sorta di cruscotto delle azioni e del raggiungimento degli obiettivi passa per la definizione di precise metriche e sul monitoraggio costante dei risultati ottenuti in termini di impatto.

[*] Questo documento riassume le principali idee emerse negli incontri di Laboratorio Civico Torino, a partire dalla prima riunione del 5 Marzo 2019. Si tratta di uno strumento utile alla discussione interna; non rispecchia opinioni di Laboratorio Civico fino a che non sia approvato in una versione definitiva e discussa dall’Assemblea.

[†] La progressiva riduzione degli organici e la necessità di digitalizzare gran parte dei servizi offerti dal comune impone un enorme sforzo di riorganizzazione interna. E’ necessaria una revisione complessiva delle procedure che possa garantire una semplificazione della burocrazia e un alleggerimento del lavoro degli uffici. Allo stesso tempo non bisogna perdere capacità progettuale e di gestione dei progetti stessi per cui si dovrà lavorare sempre di più per obiettivi con gruppi trasversali rispetto alle tradizionali ripartizioni tecniche e amministrative. Il ruolo del City Manager dovrà recuperare centralità per favorire il continuo scambio di informazioni e di pratiche tra i diversi uffici e la gestione della premialità legata agli obiettivi.

Anche a livello di struttura sarà necessario promuovere la collaborazione con i comuni della cintura in modo da favorire una più omogenea gestione delle procedure e dell’interpretazione delle norme, dove possibile sarebbe utile attivare sportelli unici per il cittadino con competenza metropolitana.